Archivi categoria: // In direzione contraria

Gli sbagliati. Persone.

Il mondo è in guerra a pezzi

inserito il 27 luglio 2016
0 commenti

Papa Francesco è l’unico che mi incanti. Ogni cosa che dice esprime una visione chiara, eppure una serenità e una fede grandi.

Oggi – in viaggio verso Cracovia – ha detto: “Non è organica, organizzata si, ma è guerra. Non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perchè ha perso la pace”. Dietro i conflitti”, dice, “ci sono i soldi, gli interessi, le risorse naturali, non le fedi


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

Ai nuovi nati

inserito il 27 luglio 2016
0 commenti

Ti daranno infinite occasioni per piegarti
e tu non ti piegare,
basterà uno sguardo a certe facce
per sentire minacciata la tua fede,
ma tu credi, credi sempre figlio mio,
e non credere che ogni credo poi non muti,
ma dentro quel mutare qualcosa si conserva:
quel passarci dentro agli occhi un po’ di luce,
quel dirti a bassa voce solamente che ci siamo,
che per te volevamo solo esserci
e, miracolosamente,
nel miracolo della tua vita,
per un po’
ci siamo stati.

(Christian Tito, da Ai nuovi nati)


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

You think you have a limit

inserito il 26 luglio 2016
0 commenti

You think you have a limit.
As soon as you touch that limit, something happens, and suddenly
you can go beyond and go a little further.
With the power of your mind, with your determination, instinct and experience, you can fly very hight.

(Ayrton Senna)

//

Il 24/07 siamo stati a vedere la mostra fotografica su Senna, all’autodromo di Monza. Che emozione guardarti e sapere che ti chiami Ayrton. E raccontarti di quel casco giallo / verde / blu, e di lui che correva sempre davanti a tutti.


categoria: // In direzione contraria, // Jack-Jack Lascia un commento

L’addio di Letizia

inserito il 25 luglio 2016
0 commenti

Più importante di tutto è l’amore.

http://video.sky.it/news/cronaca/laddio_di_letizia/v294176.vid


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

The war and the others (ovvero: gli Indifferenti)

inserito il 3 luglio 2016
0 commenti

E’ una domenica di luglio calda, pigra. L’ultimo giorno per vedere il Floating Piers di Christo sul lago d’Iseo; per molti solo la prima domenica dei saldi.
Sono a casa con i miei bambini, aspetto che il sole conceda una tregua; Leonida si è addormentato sul lettone, Ayrton gioca di là con Marco. Tutto intorno una confusione di lego, macchinine, cuscini.

Io penso: sono felice. Che tradotto vuol dire: in questo piccolo mondo drappeggiato con tende arancioni – la voce di mio figlio in sottofondo, i miei gatti e il mio cane rigorosamente salvati dalla strada e ora ben pasciuti – io sono felice.

Qui mi rinchiudo fingendo che questi siano i confini del mondo: in me stessa, nella mia vita di privilegiata ma non troppo, di persona che ha potuto studiare, essere donna e viaggiare da sola, avere una sua casa, inventarsi un’azienda e anche fare due figli.
La vita di chi – per scelta – vive vicino alla famiglia, perchè i miei figli possano crescere raccontando dei nonni, come ho fatto io. Di chi vive in un paese bello e pieno di talento, un paese LIBERO, in cui donne e uomini possono andare a votare, in cui un neonato di 28 settimane può restare 80 giorni in ospedale avendo accesso alle migliori cure senza pagare 1 euro.

Eppure so che non è così, e che non posso più ignorare cosa c’è al di là di queste tende arancioni.

Quello che oggi accade – su tutti i piani, a tutti i livelli – ha in sè un messaggio comune, univoco, che abbiamo il dovere di ascoltare. Tutti. Ciascuno. Ognuno di noi, non solo gli altri. Perche davvero: gli altri siamo noi.

Il mondo ci urla che non possiamo continuare così. Il presente non è sostenibile, l’ecosistema imposto dall’uomo è al collasso. Su tutti i piani, ambientale e sociale.
Dobbiamo fare qualcosa, e subito (NOI, ciascuno, non gli altri!): è indispensabile perchè la nostra razza sopravviva senza trasformarsi in qualcosa di alienato.

Quello che sta succedendo è una guerra: mondiale. Dichiarata, anche se nessuno vuole ascoltare. Una guerra subdola, nascosta, senza confini. Combattuta ovunque, nei nostri paesi, nelle nostre vite di persone privilegiate ma non troppo.

Parigi, Bruxelles, Orlando, Istanbul, Dacca, Bagdad. Ovunque. Certo, sono vigliacchi, invasati. Persone con il vuoto dentro, che qualcuno ha interesse a finanziare, plagiare, esaltare. Questo non cambia la realtà: è una guerra che investe tutti noi, e le nostre vite costruite sull’illusione – anche la mia – di potersi ricavare un’isola felice, indifferente, un piccolo mondo dove le galline pascolano felici nel cortile dello zio e muoiono di vecchiaia.

Io penso che questa guerra nasca in primo luogo dall’indifferenza. A ciascuno di noi importa solo del proprio mondo, delle proprie sicurezze e comodità. Dei propri figli, che importa se a morire nel Mediterraneo (dove andiamo in vacanza) sono i figli degli altri? E – se anche ci importa – che possiamo fare noi, asserragliati nelle nostre vite, nei nostri uffici, nei riti di una quotidianità basata sull’apparire?
Pensiamo che tutto ciò che sta accadendo si limiti a condizionare le nostre decisioni di viaggio: niente Tunisia, niente Egitto, per carità, non sono sicuri.

Noi non vogliamo vedere.

Tendiamo a credere che ogni nostro gesto negativo, sia irrilevante, perdonato – quasi che non avessimo scelta. Invece la scelta l’abbiamo sempre. E ci raccontiamo che non sta a noi fare qualcosa, siamo impotenti. Qualcun altro deve agire.

Penso che si siano create disparità così macroscopiche che oggi – grazie all’interconnessione, alla globalizzazione – non possono più essere ignorate. E, soprattutto là dove l’ignoranza e la paura offrono terreno favorevole, le disparità generano invidia, rancore, voglia di sopraffazione, odio.

Penso che la stessa società che vede il denaro come unico mezzo e fine, e coltiva valori come l’apparenza e il piacere personale sia oggi insostenibile.
Penso che solo una rivoluzione che metta al centro di tutto la vita, come valore supremo, possa cambiare le cose e salvare il mondo.
Soprattutto, penso che ognuno di noi dovrebbe pensare a se stesso come parte di un tutto, e capire che quando un corpo è malato non muoiono solo le cellule tumorali, ma anche quelle sane.


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

Tu porti il sole

inserito il 12 giugno 2016
0 commenti

Oggi è stato il giorno del tuo battesimo! Nonostante le previsioni non fossero delle migliori, siamo entrati in chiesa con il sole, e abbiamo potuto festeggiare all’aperto, insieme agli amici, con tanti bambini a correre tra i prati e per le vigne. Super bello!

Leggi tutto


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

Da Palau

inserito il 5 giugno 2016
0 commenti

Scrivo da Palau. Davanti a me: il mare, l’isola della Maddalena; in lontananza le montagne della Corsica.
A Milano piove, qui sono giornate piene di sole e di vento. Chiudo gli occhi e mi sembra di essere una delle donne del 900 di cui parlano i libri: in vacanza con i figli piccoli, in cerca di memorie da cristallizzare.
Leggi tutto


categoria: // Backpack, // In direzione contraria, // Jack-Jack Lascia un commento

Il mago della pioggia

inserito il 9 maggio 2016
0 commenti

Ayrton e la pioggiaStamattina pioveva. Siamo andati al nido con il tuo monopattino, dopo aver fatto colazione dalla Patti, come tutte le mattine.
Col k-way azzurro e il cappuccio alzato, gareggiavi con il passeggino di Niccolò e Filippo, dicendo sorridente “Ho vinto io!”.
E ti raccontavo di Ayrton Senna, e di quanto era bravo a correre sotto la pioggia, il più veloce di tutti. Così, Ayrton Senna vive, ancora e ancora. Nei miei racconti e nei tuoi ricordi.


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

La festa della mamma

inserito il 8 maggio 2016
0 commenti

Oggi è la festa della mamma – e il regalo più bello siete voi. Voi che mi guardate negli occhi e arrivate fino all’anima, belli, pieni di vita.

Ayrton parla, compone le frasi, cerca le parole e non ha paura di sbagliare. Vuole raccontare, e a volte si ferma e sospira, perchè vuole dire troppe cose. Ha le ciglia lunghe, nere, foltissime, ricurve, che incorniciano occhi azzurri bordati di blu. Ha voglia di tutto, osserva, deduce, vuol capire, vuole sperimentare. Vuole vincere con il suo monopattino la nostra corsa mattutina ai tombini. Ride.

Leo vuole già parlare, ti guarda e parla a modo suo. Sorride con gli occhi di un colore ancora indecifrabile e il nasino all’insù, come quello di un riccio. Oggi ha compiuto 3 mesi, ed è un bimbo grande, sereno, curioso.

Io so. So che questa è la vita più bella del mondo perchè ci siete voi.


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento

2 lettini

inserito il 27 aprile 2016
0 commenti

Ora ci sono due lettini in camera. Ci muoviamo in uno spazio più stretto, come fossimo su una barca a vela; cassettiere IKEA sono spuntate come funghi, creando anfratti verticali.
Dormite uno a destra e uno a sinistra del mio letto cosparso di gatti, e non mi stanco di guardarvi e di ascoltarvi respirare.
La musica di Ezio Bosso, il gorgogliare dell’acquario, Nina raggomitolata nella cuccia, il geko malaticcio, Iran e Frank qui accanto. La micia russa nell’armadio.
Di tutte le vite possibili, l’unico posto in cui vorrei essere ora è questo.


categoria: // In direzione contraria Lascia un commento
Pagina 1 di 121234510...Ultima »