Lettera di un papà spaziale

inserito il 21 gennaio 2014
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A Sara e Maria

Il mondo è incredibilmente bello. Forse l’avevo dimenticato, ma l’ho visto da lontano e adesso ne ho le prove. Però anche da vicino può essere meraviglioso se guardato con gli occhi giusti: occhi come i vostri, che osservano col dono della curiosità, illuminata dalla luce della meraviglia. Occhi che credono ancora all’incanto e non se ne vergognano, che comprendono senza bisogno di spiegazioni.

È l’unico mondo che abbiamo e contiene qualcosa di estremamente prezioso: il futuro.
Ogni futuro è grande come il mondo intero. Il futuro, così come il mondo, non vi appartiene, ma è nelle vostre mani. È unico ma non è mai uguale. Sembra infinito, ma è solo infinitamente fragile.

Vorrei potervi indicare la strada che porta al vostro futuro, ma non è questo il compito di un padre. Quello che invece vorrei darvi è la mappa che contiene tutte le strade, affinché voi possiate scegliere il percorso.

Siete ancora piccole per capirlo, ma voi bimbi siete molto più ricchi di noi adulti. Avete a disposizione un capitale che anche il più ricco degli uomini vi invidia: il tempo. Avete da poco iniziato a frequentare la scuola, e senza saperlo avete iniziato a investire questo vostro tesoro, per farlo crescere, trasformandolo in conoscenza, in esperienza, in ricordi. Questo è il solo bagaglio che potrete portare con voi, mentre viaggerete seguendo quella mappa che vorrei potervi dare.

Presto incontrerete i primi problemi, le prime sfide: a ogni bivio in quella mappa, dovrete contare su ciò che avrete portato con voi per scegliere una strada. Inizialmente non vi sarà alcuna differenza: molte strade vi condurranno alla stessa destinazione, e cambierà solo il paesaggio, o forse la distanza. Ma prima o poi, il cammino che sceglierete divergerà dal precedente in maniera irreversibile, e non ci saranno molte occasioni per tornare indietro.

Ho imparato questo: avrete abbastanza tempo per scegliere il vostro cammino. A volte, scoprirete che il cammino non esisteva fino a che non avrete fatto il primo passo. Non ha importanza. L’unica cosa che conta è che amiate camminare.
Scegliete quel che amate, amate quel che avrete scelto!

E se il bivio sarà impervio – quando gli ostacoli sembreranno insormontabili, quando la luce non arriverà a illuminarvi il passo – sappiate che a volte è necessario perdersi nel buio per potersi trovare. Abbracciate le difficoltà: impreziosiranno il percorso. Cercate le sfide: renderanno il passo più sicuro.

Infine: avrete dei compagni di viaggio, che a volte seguiranno lo stesso sentiero, altre se ne allontaneranno per poi ritrovarvi o sparire per sempre. Amerete la loro compagnia, e ne sentirete la mancanza quando se ne andranno. E se porteranno via con sé parte del vostro bagaglio, controllate bene: vi accorgerete che non solo non vi mancherà nulla, ma vi sarete arricchite.

Luca Parmitano. Lettera alle figlie Sara e Maria
pubblicata su L’espresso il 9.01.2014


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Il viaggio misterioso

inserito il 21 gennaio 2014
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Ieri è morto Claudio Abbado. Bellissimo il comunicato della famiglia.
“Claudio è con tutti noi. È partito per il viaggio misterioso. Stringiamoci alla sua vita fortunata.”


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Ayrton cresce

inserito il 19 gennaio 2014
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Ormai siamo a 4,5kg, mangi come un lupo e sei cresciuto un sacco.


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Delle tate e di molto altro ancora

inserito il 15 gennaio 2014
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La prima cosa che ho pensato il 7 gennaio è quanto mi piace lavorare. La seconda è stata: o troviamo la tata o siamo spacciati.
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Che tutte le feste le porta via

inserito il 5 gennaio 2014
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Così siamo quasi arrivati alla fine delle vacanze, delle cene e controcene e pranzi e festeggiamenti con parenti ed amici.
E’ stato un periodo casalingo, che ha fatto felici più di tutti i miei gatti.
Questo pomeriggio c’era un arcobaleno stupendo, Seregno dopo la pioggia e il cielo grigio era ancora bella, con le luminarie di Natale e la gente a spasso per i saldi.


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Acelera

inserito il 2 gennaio 2014
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All’angolo, rilancia. Sempre.


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Fedeli alla tradizione / i buoni propositi

inserito il 1 gennaio 2014
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Ser capitã desse mundo
Poder rodar sem fronteiras
Viver um ano em segundos
Não achar sonhos besteira
Me encantar com um livro
Que fale sobre a vaidade
Quando mentir for preciso
Poder falar a verdade

//
tornare a Patmos con Ayrton / correre la maratona di NY / camminare di più / passare più tempo in mezzo alla natura / vedere più spesso gli amici / scrivere una storia per il mio bambino / andare dove non sono mai stata / essere più determinata

A C E L E R A 2014


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Natale 2013

inserito il 25 dicembre 2013
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Grazie Anam!

inserito il 24 dicembre 2013
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Ci vuole una passione, un desiderio ardente, per distinguere il vino dalla coppa. Analogamente, un uomo affamato da dieci giorni e un uomo satollo che ha mangiato cinque volte al giorno guardano tutti e due un pezzo di pane: per l’uomo sazio è forma, mentre per l’uomo affamato è vita. Questo pane è simile alla coppa, e il suo gusto è come quello del vino; non è possibile vedere questo vino senza appetito, senza desiderio ardente. Acquisisci dunque l’appetito e il desiderio, per non attaccarti alla forma e per vedere ovunque, nelle creature e nello spazio, il Beneamato.
La forma delle creature è come la coppa: le scienze, le arti, le conoscenze sono come le decorazioni della coppa. Quando la coppa si rompe, non svaniscono forse le decorazioni? L’essenza si trova nel vino che riempie la coppa dei corpi e colui che beve il vino vede che ‘le buone azioni rimangono’

Corano XVIII, 14


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Crisi

inserito il 18 dicembre 2013
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Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein, 1931 – nel pieno di una delle più drammatiche crisi dell’Occidente (1929)


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